venerdì 29 novembre 2013

Il "COLPO DI STATO" e la storia di Wilma...


 
Wilma Montesi 1932 - 1953

Era una ragazza di 21 anni, di modesta famiglia romana, bruna e formosa, fidanzata ad un poliziotto calabrese che era prossima a sposare...
Fù trovata morta annegata sulla battigia del litorale di Tor Vaianica, a sud di Roma, priva di scarpe, calze e reggicalze.
Si chiamava Wilma Montesi.
Era il 1953, l'Italia in ricostruzione postbellica stava velocemente riprendendosi dalla gran batosta della guerra anche grazie agli aiuti americani del piano Marshall. Aiuti finalizzati anche a rafforzare l'anticomunismo dei partiti di governo, innanzitutto la Democrazia Cristiana di Alcide De Gasperi, di PioXII e Don Luigi Sturzo.
A Roma già si avvertiva un vago sentore di "dolce vita"...e fù in quel contesto che finì, forse indebitamente, per collocarsi la morte della povera ragazza, assai rapidamente liquidata come incidente.
Infatti secondo la ricostruzione ufficiale, Wilma  da Roma si era recata ad Ostia in treno e, raggiunto nel tardo pomeriggio il litorale sabbioso, si era tolta calze e scarpe (ma perchè anche il reggicalze!?) per camminare a piedi scalzi nell'acqua marina...

Poi aveva avuto un malore, era svenuta finendo nella marea montante in cui era annegata, per essere quindi trascinata dai marosi in quel di Tor Vaianica, a 20 km. di distanza.
"Deceduta in seguito a pediluvio"...
titolarono scetticamente diversi giornali che ne davano notizia. 
Questa fù dunque la conclusione delle indagini, che tuttavia avevano inizialmente considerato anche l'ipotesi del suicidio, sulla base di indicazioni inspiegabilmente in tal senso orientate dal padre della ragazza, che ne aveva denunciata la scomparsa.


Marginale fatto di cronaca velocemente archiviato. 
Caso chiuso.

Ma che tuttavia finì per divenire un "affaire" di primissimo piano,
lo "scandalo" Montesi !
"L'AFFARE MONTESI"
che salì velocemente in totale evidenza nella Prima Pagina di quotidiani e settimanali, divenendo un lungo tormentone mediatico, che per anni alimentò la curiosità già allora e poi sempre più insaziabile morbosa di tanti lettori.
Fù con l'affaire Montesi che iniziò l'era dei "MEMORIALI" e la ricerca spasmodica del "mostro da sbattere in prima pagina".
Ma tutto quello scalpore nacque e si alimentò sopratutto grazie alla
SPECULAZIONE POLITICA !
La più infima e retriva !
Prendendo infatti spunto dai profili vagamente abbozzati nelle brevi indagini esperite, alcune delle ali estreme, sinistra e destra, delle testate giornalistiche invise alla Democrazia Cristiana, vollero identificare in uno dei testimoni implicati nel caso tale Piero Piccioni, giovane musicista di talento, autore di colonne sonore musicali e fidanzato della famosa attrice Alioda Valli.
Piero Piccioni

Ma, sopratutto, figlio di Attilio Piccioni, massimo esponente della D.C., vicepresidente del Consiglio, Ministro degli Esteri e candidato numero uno
al premierato per la Presidenza, sia del Partito che del Governo !

Il Ministro Piccioni era allora in lizza, per ricoprire ufficialmente tali ruoli,
con l'allora giovane ed ambiziosissimo suo avversario Amintore Fanfani...,
emergente promessa della D.C.
Per farla breve, sulla base dei fatti che poi ebbero ad accadere, a Fanfani non parve vero di approfittare dell'occasione per far fuori, "a qualsiasi costo", il rivale ! Egli infatti si adoperò quantomai per promuovere la riapertura del caso e l'approfondimento dei nuovi elementi d'indagine, soffiando sul fuoco perchè si muovesse nella direzione a lui utile e funzionale...all'eliminazione del concorrente.
L' "affare Montesi" divenne così una cosa enorme, implicando tutto e di più, per cui fiumi d'inchiostro vennero versati nelle rotative dei giornali che ne stampavano in continuazione le notizia, gli aggiornamenti, i "memoriali"...
Memoriali di "testimoni" che dichiaravano di conoscere, di sapere..., perlopiù millantando, nove volte si dieci, pure invenzioni !
Memoriali che venivano venduti all'asta al miglior offerente, rendendo fama e denaro a chi si prestava a dichiararli.
Amintore Fanfani, tra Alcide De Gasperi, cui riuscì a succedere ed Aldo Moro...


Il colpo di grazia per impennare una nuova inchiesta e scatenare il boom degli scoop giornalistici lo diede tale Muto, direttore del settimanale scndalistico "Attualità", che ad Ottobre 1953 uscì con il titolo, a tutta prima pagina:
"La verità sul caso Montesi" !
Lo scoop, come si dice oggi, si basava unicamente su fomentate testimonianze di personaggi, sopratutto giovani fanciulle, bramose di fama e notorietà, disperatamente tese alla ricerca di una qualche carriera cinematografica.
Come Adriana Concetta Bisaccia e sopratutto Anna Maria Moneta Caglio.

Quest'ultima divenne esponente di primo piano nell'attualità di quei tempi,
coinvolgendo nelle illazioni dei suoi "memoriali" personaggi ambigui che già frequentava, come il sedicente marchese Ugo Montagna di San Bartolomeo.
Le indagini allora dilagarono, a torto o ragione, manipolate più che non, nel mondo dorato, antesignano della "dolce vita" preFelliniana, cui partecipava in crescendo la Roma "bene", pretenziosa e doviziosa, che già allora indulgeva in feste più o meno peccaminose, a base anche di droga e sesso, nelle ville dei dintorni romani, come quella che era ubicata nella tenuta di Capocotta, vicino a Tor Vajanica, in proprietà di Ugo Montagna...
Piero Piccioni a sinistra. Tutto a destra il sedicente Marchese Ugo Montagna.

In questo mondo era in qualche misura coinvolto, come molti altri esponenti del cinema e dello spettacolo, Piero Piccioni, figlio di Attilio, Ministro D.C. in lizza con Fanfani per la Presidenza del Consiglio e del Partito...

Accadde di tutto o quasi in quegli anni, a proposito dell'Affare Montesi:
denunce, imputazioni, dichiarazioni, smentite, ritrattazioni, arresti...
Per la gioia e la dovizia dei media che le raccontavano.
Nel calderone vennero coinvolti, in quanto possibili testimoni, imputati e/o fiancheggiatori, svariati personaggi della citata "Roma bene", così come svariate figure minori, di secondo piano, in cerca di notorietà a qualsiasi costo.
Piccioni figlio,  Montagna ed altri furono arrestati e processati...per essere alla fine della lunga diatriba discolpati...
Determinante per Piero Piccioni fù la testimonianza resa a suo favore dalla grande attrice cinematografica e sua fidanzata Alida Valli, che gli fornì un alibi incofutabile
Alida Valli, ai tempi fidanzata di Piero Piccioni.

Ma a risolvere furono assai utili anche le dimissioni nel frattempo rassegnate dal Ministro Attilio Piccioni, cha a tanto si vide infine costretto, dagli eventi che implicavano il figlio. 
Per cui uscì definitivamente dalla politica, lasciando campo del tutto libero ad 
Amintore Fanfani
che ottenne così il premierato, nonostante l'intervento di un terzo incomodo, la stella nascente (sempre nel firmamento D.C.) Giulio Andreotti, anch'egli in pole position per ambire all'alto incarico...
Ma allora Andreotti non era ancora il "Divino Giulio"...e tuttavia fù in qualche modo utile a ridimensionare il pressing sui Piccioni, padre e figlio. 
Ma Fanfani ebbe comunque la meglio, in forza della sua estrema ambizione e totale spregiudicatezza !

Erano quelli tempi in cui cruente e letali lotte intestine avvenivano all'interno della "Balena Bianca", come era detta la Democrazia Cristiana, lotte di potere, spesso più cruente di quante non avvenissero contro gli avversari politici degli altri partiti ! La vittima forse più illustre di queste faide potrebbe essere stata, secondo alcune versioni, Aldo Moro...Ciò che in qualche modo paventò in un suo libro Leonardo Sciascia, da cui Elio Petri derivò un noto film: "Todo Modo"
Mastroianni, Volontè e Ciccio Ingrassia, tra i protagonisti di "Todo Modo" di Petri.

Una cosa solo rimase insoluta: le cause della morte di Wilma Montesi.
La povera fanciulla, risultata tra l'altro "illibata" all'autopsia, rimase così ufficialmente vittima di un..."pediluvio"...
Ufficialmente morta per...pediluvio

La storiella di 50 anni fà (che io ben ricordo per diretta memoria, pur essendo allora un imberbe giovincello in età compresa tra i 12 ed i 15/16 anni), mi suggerisce tuttavia un'occasione di
"riflessione morale":
La "tecnique du coup d'etat", come scriveva Curzio Malaparte, "la tecnica del 
"colpo di stato" prevede notoriiamente ed assai banalmente "qualsiasi mezzo" per far fuori l'avversario ed impadronirsi del Governo del Paese.
Nei Paesi più moderni, evoluti, civilizzati...in sostanza "democratici", non si usano più i carriarmati, le "marcie su Roma"...e neppure i cecchini appostati nel parco ed al terzo piano del magazzino di libri...
E' assai più redditizio, incruento,  privo di rischi ed infine efficace lo "sputtanamento" dell'avversario !
Magari utilizzando gli "amici", subornati e/o schierati al tuo servizio, posizionati nei punti chiave della Magistratura, dei..."Servizi", delle Alte Cariche Istituzionali dell'apparato "democratico"...
Se poi il tuo nemico è tanto coglione da divertirsi con le sbarbine...ed arriva perfino a sbilanciarsi, in preda ad un palese delirio di onnipotenza, sino ad intervenire lui personalmente per liberare una "nipotina"...
Beh allora vuol proprio dire che se l'è andata a cercare con tutte le sue forze !
E ti senti perfino "moralmente" sollevato per il noioso sgambetto che gli vai organizzando.

Ma alla fine di tutto resta comunque l'amaro sapore di un
bruttissimo spettacolo
da qualsiasi parte lo si voglia considerare !
Brutto innanzitutto per il "Paese", per la "Giustizia", per la "Verità" e perfino per la..."politica", nonostante essa sia comunque adusa al profumo del guano !

Giovannino Bis
(disperato tentativo di rievocazione dell'illustre Autore)























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